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Stati Uniti

New American Century

New American Century

Progetto per un nuovo secolo americano.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il Progetto per un nuovo secolo americano o PNAC (Project for the New American Century) è un istituto di ricerca con sede a Washington. Tra i suoi fondatori spiccano Dick Cheney e Donald Rumsfeld.

Richard Cheney

Donald Rumsfeld

Iniziò i suoi primi passi nella primavera del 1997 in forma di organizzazione non profit, con lo scopo di promuovere “La leadership globale americana”. Il presidente è William Kristol, direttore di “the Weekly Standard” nonché prestigiosa firma della TV Fox News. L’iniziativa di costituirlo è partita dal New Citizenship Project, un’organizzazione non-profit finanziata dalla Sarah Scaife Foundation, dalla John M. Olin Foundation e dalla Bradley Foundation.

I membri attuali e precedenti includono svariati deputati del Partito Repubblicano e dell’amministrazione Bush, compresi Paul Wolfowitz, Jeb Bush, Richard Perle, Richard Armitage, Lewis Libby, William J. Bennett, Zalmay Khalilzad, e Ellen Bork (moglie di Robert Bork). Gran parte delle idee del PNAC e dei suoi membri sono associati col movimento neoconservatore. Nell’organigramma del PNAC figurano sette membri del personale a tempo pieno, che si aggiungono al suo Board di amministratori. Il PNAC ha svolto una funzione piuttosto controversa. Alcuni hanno sollevato obiezioni sul fatto che il progetto fosse volto al dominio economico e militare di terra, spazio, e cyberspazio da parte degli Stati Uniti, così da instaurare il predominio americano negli affari globali (Pax Americana) per il futuro – da qui il termine “Nuovo Secolo Americano” basato sull’idea che il XX secolo fosse il Secolo Americano. Alcuni analisti discutono sul fatto che la guerra USA contro l’Iraq, cominciata nel marzo 2003 con nome in codice Operazione Iraq Libero, non sia altro che il primo passo verso l’attuazione di questi obiettivi.

Dottrina e idee di fondo

Il sito ufficiale del PNAC indica chiaramente i “propositi fondamentali” del gruppo:

  • “la leadership americana è un bene sia per l’America che per il resto del mondo”;
  • “questa leadership richiede forza militare, energia diplomatica e affidamento a principi morali”;
  • “troppo pochi leader politici oggi stanno preparando la leadership globale”.

Il PNAC ha anche fatto una “dichiarazione di principi” all’atto della fondazione nel 1997:

Mentre il XX secolo volge al termine, gli Stati Uniti restano la prima potenza mondiale. Avendo condotto l’Occidente alla vittoria nella guerra fredda, l’America si trova ora di fronte un’opportunità e una sfida: Gli Stati Uniti avranno la capacità di farsi forti delle conquiste dei decenni trascorsi? Gli Stati Uniti avranno la determinazione per formare un nuovo secolo favorevole ai principi e agli interessi americani?

Il PNAC è a favore a “una politica di forza militare e di chiarezza morale” che include:

  • Un significativo incremento della spesa militare degli USA;
  • Consolidare i legami con gli alleati degli USA e sfidare i regimi ostili agli interessi e ai valori americani;
  • Promuovere la causa della libertà politica ed economica al di fuori degli USA;
  • Preservare ed estendere un assetto internazionale favorevole alla sicurezza, alla prosperità e ai principi degli USA.

Il PNAC e i suoi membri hanno insistito a lungo affinché gli Stati Uniti abbandonassero il trattato per la limitazione dei missili anti-balistici (Anti-Ballistic Missile Treaty – 1972), stipulato fra gli USA e l’Unione Sovietica, da cui gli USA si sono tirati indietro nel 2002. Il PNAC propose anche di puntare al controllo dei nuovi “territori internazionali” dello spazio e del “cyberspazio” e perorò la creazione di un nuovo servizio militare – Forze Spaziali U.S.A. – con la missione del controllo spaziale. Nel 1998, Donald Rumsfeld presiedette una commissione bipartitica sul Trattato USA per i Missili Balistici volta al raggiungimento di questi obiettivi.

Livello 2 – Le Fondazioni che finanziano l’estrema destra americana.

Tratto da “La lunga marcia a destra di dio” di MARCO D’ERAMO

Come è successo che in 40 anni quello che appariva all’opinione pubblica Usa un insopportabile estremismo reazionario sia diventato senso comune della maggioranza dei votanti, se non dei cittadini? Nel 1964 scriveva John Kenneth Galbraith che «quasi tutti si definiscono liberal». Quaranta anni dopo la parola liberal è diventata addirittura un’ingiuria e si dice che John Kerry ha perso perché troppo liberal . Oggi la discussione non è tra «più stato» o «meno stato», ma fra «meno stato» e «niente stato». Sta diventando senso comune che la sanità debba essere privatizzata, che le pensioni siano private e che privata sia la scuola. Ora, questa «rivoluzione conservatrice» (così fu chiamata quella che maturò nella repubblica di Weimar negli anni `20 del ‘900) non è avvenuta per caso, ma è stata concepita a tavolino, come una strategia bellica decisa dallo stato maggiore.

Nel 1970 il giudice della Corte suprema Lewis Powell scrisse alla Camera nazionale di Commercio un memorandum profetico, in cui sosteneva che a causa della guerra del Vietnam i migliori studenti statunitensi stavano diventando anticapitalisti e che bisognava fare qualcosa per contrarre questa tendenza. Powell proponeva che i ricchi conservatori finanziassero, dentro e fuori le università, istituti in cui intellettuali potessero scrivere libri da una prospettiva conservatrice. Il suo appello fu raccolto da un pugno di famiglie ricchissime e di fondazioni che decisero di finanziare a lungo termine la promozione, a livello di élite e di massa, di una cultura e di un pensiero ultraliberista e tradizionalista. A differenza delle grande famiglie capitalistiche italiane che finanziano squadre di calcio come Juventus e Milan, negli Usa in 30 anni un nucleo di capitalisti ha sborsato miliardi di dollari per, direbbe Antonio Gramsci, «conquistare l’egemonia».

Sono otto le famiglie che hanno plasmato l’odierna cultura politica americana: la famiglia Bradley, quella Mellon Scaife, gli Smith Richardson, i Coors, gli Olin, i McKenna, gli Earhart e i Koch.

La più ricca delle fondazioni (nel 2001 disponeva di 584 milioni di dollari) è la Lynde e Harry Bradley (i due fratelli fondatori dell’omonima compagnia di componentistica elettrica industriale), fondata nel 1943, ma divenuta potentissima solo nel 1985 perché i Bradley vi versarono buona parte dei proventi ricavati dalla vendita dell’azienda di famiglia alla Rockwell. Seconda in ordine di ricchezza viene la fondazione della famiglia Smith Richardson (494 milioni di dollari) quella del Vix Vaporub. Segue la famiglia Mellon Scaife le cui quattro fondazioni (Scaife Family, Sarah Scaife, Carthage, e Allegheny) ammontavano nel 2001 a 478,4 milioni di dollari: i Mellon sono banchieri, petrolieri (proprietari della Gulf), azionisti di maggioranza dell’Alcoa (alluminio), potenti nell’uranio. La fondazione assunse la sua aggressiva connotazione di destra quando a presiedere le fortune della famiglia fu Richard Mellon Scaife che, secondo un articolo del Wall Street Journal è «nientemeno che l’arcangelo finanziario del movimento intellettuale conservatore». Nel corso degli anni Richard Scaife ha finanziato figure come Barry Goldwater, Richard Nixon, e Newt Gringrich (che negli anni `90 guidò la svolta a destra repubblicana): Gringrich stesso definisce Scaife come una delle persone «che hanno davvero creato il moderno conservatorismo».

Dal 1873 la famiglia Coors produce in Colorado quella che secondo l’attore Paul Newman è «la migliore birra americana» (sia consentito dissentire), ma dalle sue casse scorre anche un fiume di denaro che da 30 anni irriga l’estrema destra: la Fondazione Aldolf Coors fu fondata nel 1975 e nel 1993 fu affiancata dalla fondazione Castle Rock (una marca della Coors, assets per 50 milioni di dollari). Ecco come suonava il necrologio di Joe Coors: «Fu la sua fede in principi conservatori di stato limitato e di libertà economica che lo portò, a partire dagli anni `60, a sostenere un politico californiano di nome Ronald Reagan. Per tutti gli anni `70 Reagan visitò spesso la casa di Joe, finendo per discutere per lo più in cucina (kitchen). Quando Reagan fu eletto, Joe divenne membro del suo Kitchen Cabinet. Il suo contributo più importante fu nell’area della difesa strategica missilistica (le cosiddette ‘guerre stellari’, ndr ). Come Reagan, Joe Coors conosceva da tempo il fisico nucleare Edward Teller [l’amico dello screditato Zichichi] che sottolineava la vulnerabilità americana in caso di attacco nucleare. Quando Reagan entrò alla Casa Bianca, Joe fece parte di un piccolo gruppo riunito da Teller che si chiamava High Frontier (alta frontiera)».

Altra grande fondazione è la John M. Olin, dal nome dell’industria di famiglia, che è cresciuta moltissimo nelgi ultimi 20 anni e ora ha risorse per 71 milioni di dollari. Il direttore esecutivo della Olin Foundation, James Piereson ha detto: «Noi abbiamo investito al vertice della società, nei think tanks di Washington e nelle migliori università per avere il massimo impatto possibile perché questi sono i posti più influenti». (leggere Noam Chomsky – La democrazia del grande Fratello – Cap. I° – Che cosa rende conformisti i media più importanti). La famiglia Olin cerca di dissuadere gli altri capitalisti americani dal finanziare le università liberal, perché così «finanziano la propria distruzione». «Perché il padronato dovrebbe finanziare intellettuali di sinistra e istituzioni che sposano proprio le cause contrarie a quelle in cui crediamo?» I fratelli Dave e Charles Koch sono altre due stelle di prima grandezza nel firmamento reazionario: possiedono le Industrie Koch, un’azienda petrolifera, di gas naturale e di gestione del territorio che è la seconda più gran de compagnia americana a proprietà familiare. A differenza delle altre fondazioni che finanziano un largo arco di iniziative su una varietà di temi, le tre fondazioni della famiglia (Charles G. Koch, David H. Koch and Claude R. Lambe Charitable Foundations, assets per 68 milioni di dollari) si concentrano esclusivamente sulla promozione del libero mercato. «Il mio scopo principale, disse David Koch, è minimizzare il ruolo dello stato e massimizzare il ruolo dell’economia privata e della libertà personale».

Ma oltre a queste grandi famiglie ci sono numerosi altri mecenati delle cause reazionarie, come la fondazione J. M. (25 milioni di dollari), il Rockwell International Corporation Trust e il Ford Motor. E altri industriali e banchieri hanno contribuito alle cause della destra religiosa: per esempio la famiglia DeVos, cofondatori del circuito di distribuzione Amway (che fattura più di 5 miliardi di dollari l’anno), regalò nel 1994 2,5 milioni di dollari ai repubblicani per costruire uno studio televisivo per produrre un programma di partito, e in genere finanzia tutta una serie di fondazioni e istituti dell’estrema destra: la Free Congress Foundation, la Federalist Society for Law and Public Policy Studies, il National Legal Center, e il Council for National Policy. In Michigan, Tom Monaghan, fondatore e amministratore delegato della Domino’s Pizza ha versato lauti contributi a gruppi antiabortisti come Operation Rescue e il Committee to End State-Funded Abortions in Michigan. Nel 1987 creò la Domino’s Foundatio per finanziare organizzazioni cattoliche di estrema. Monaghan è anche fondatore di Legatus, un gruppo di dirigenti d’impresa cattolici. A Washington, la stampa ha definito Robert Krieble come «il nonno che dà le caramelle alla destra». I seminari che organizza sono trasmessi in tutto il paese via satellite e gli oratori includono Paul Weyrich, presidente della Free Congress Association, Tanya Metaska, lobbista per l’associazione dei costruttori di armi, la National Rifle Association e R. Marc Nuttle, vicepresidente per le questioni politiche della National Federation of Independent Business, Inc., che nel 188 fu manager di campagna elettorale per l’ultraconservatore Pat Robertson. Il ritratto che ne emerge è quello di un padronato che crede fermamente nella lotta di classe e che ha una forte coscienza di classe. Solo negli anni `90 queste fondazioni hanno profuso più di un miliardo di dollari nella macchina da guerra ideologica dell’estrema destra e dei conservatori cristiani: come si sa le vie del signore sono infinite. Il modo in cui è stata spesa questa montagna di denaro è il tema della prossima puntata di quest’inchiesta, ma per capire il modo di procedere delle fondazioni ecco, come assaggio, un esempio minuscolo della Bradley: tra le altre iniziative finanziate, la fondazione ha lanciato una casa editrice conservatrice, Encounter Books, diretta da Peter Collier e ha finanziato cosiddetti «esperti in razzismo», in realtà fomentatori di idee razziste come Dinesh D’Souza (autore di The End of Racism) e Charles Murray che in The Bell Curve sostiene che l’intelligenza dipende dalla razza. In Losing Ground Murray argomenta la necessità di abolire tutti i programmi sociali. Murray scriveva questi libri lavorando nel centro di ricerca conservatore Manhattan Institute a cui la fondazione Bradley versò in quegli anni più di un milione di dollari. A Murray andarono dal 1986 al 1989 90.000 dollari l’anno della Bradley. Ma la posizione di Losing Ground era così estrema che perfino il Manhattan Institute gli chiese di dimettersi. La fondazione Bradley però appoggiò Murray e gli aumentò la borsa di studio a 163.000 dollari. Tutti i dettagli, per quanto piccoli vengono considerati nevralgici per le fondazioni conservatrici: quando il giudice nero di estrema destra Clarence Thomas fu candidato dai repubblicani a entrare nella Corte suprema e Anita Hill lo accusò di molestie sessuali, la fondazione Bradley finanziò con 11.850 dollari David Brook perché scrivesse un libro, The Real Anita Hill: The Untold Story in cui screditava la versione della donna. Anche così si conquista l’egemonia.]

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