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Crisi Economica

Paolo Rossi Barnard – Ultima ora 11: (2011-11-11)

 
La drammaticità del momento mi spinge a ritenere più importante la diffusione degli argomenti di natura politica ed economica di P. R. Barnard rispetto piuttosto alle esasperate invettive su chi lo ascolta. Egli stesso sta compiendo la “sua” rivoluzione anche utilizzando i media. Non mi pare d’averlo visto tirare pomodori in faccia a deputati o senatori. Non mi pare d’averlo visto nelle manifestazioni: è vero, non si mischia con i comunisti ne con i fascisti. Semplicemente non si mischia. E’ là, sull’Olimpo che lancia le sue saette.
Caro P. R. Barnard, pur rinnovando l’immensa stima che ho nei tuoi confronti come giornalista, ti chiedo: quando hai finito di scrivere fonogrammi dell’ultima ora economica, se vuoi vedere la gente in piazza scendi dall’Olimpo, mischiati tra di noi, sporca la tua immacolata immagine di reporter con una bandiera rossa, ma anche (…cosa mi fai dire…) anche una nera…ma smettila di sputarci in faccia.
Risvegliare dal torpore migliaia di persone costa a me, a Tiziana, a chissà quante altre persone una fatica quotidiana fatta di privazioni per il costante impegno nella documentazione e nella diffusione delle informazioni. In questo momento, dopo aver lavorato dalle 7 del mattino, ora sono le 19,30, ho detto a mio figlio che non posso giocare con lui perchè ho da fare. Come tutti i giorni. Loredana, mia moglie, ormai non la frequento più.
Tutti i giorni intavolo discorsi in ufficio. Penso d’aver ottenuto dei risultati.
Ma cosa pensi, di cosa t’illudi? Credi che basta volerlo e tutto cambia? I cambiamenti sociali non hanno il ritmo della tua esistenza. Ci vuole tempo, molto tempo. Disilluditi.

 

 

Cosa accade ora e come reagire.

Paolo Rossi Barnard

Paolo Rossi Barnard

Il colpo di Stato si compone della fase scardinante e  del regime successivo. Di norma la prima implica un attacco frontale alla democrazia che spaventa e sconquassa, i blindati nelle strade e le bombe sui palazzi di governo. Nel caso del colpo di Stato  finanziario che ha oggi terminato la democrazia italiana post bellica, l’equivalente sono stati l’attacco dei mercati e le bombe in termini di titoli italiani sganciati a tappeto in una vendita furiosa. La seconda fase è quella che segue, il regime vero e proprio. Le cose si calmano in apparenza, ma i golpisti sono nel palazzo e iniziano le razzie e i crimini contro i diritti umani. Nel caso del colpo di Stato finanziario che ha oggi terminato la democrazia italiana post bellica, l’equivalente saranno la demolizione della ricchezza pubblica (residua) da trasferire alle elite, dei diritti del lavoro per il beneficio di chi vuole pagare un italiano come un cinese, e dell’economia stessa, poiché tali politiche possono solo soffocare la Aggregate Demand che è vitale per qualsiasi sistema economico. Saranno 40 anni di sofferenza sociali indescrivibili per milioni di noi, che non inizieranno a mordere giovedì prossimo, ma neppure tanto in là. Mario Monti, golpista criminale al soldo di e contiguo con Goldman Sachs, la Coca Cola Company, il Bilderberg e  le lobby finanziarie europee, è già al timone. Napolitano, che non chiamo Presidente perché è un lurido traditore della patria, ha steso il tappeto rosso.

Perdonate se non entro nei dettagli del saccheggio prossimo, leggete il Più Grande Crimine 2011, è tutto spiegato.

Ora, sul cosa fare ci sono tre strade. Ma nessuno le percorrerà. Voi che leggete, e in generale tutti i cosiddetti impegnati, non avete più alcun attributo maschile funzionante, siete drogati di pc e del tutto inutili, patetici inutili chiacchieroni online. In politica, e lo so da fonti interne ad essa, non ci capiscono un tubo di questo colpo di Stato, manco sanno di cosa si parla. Inutili anche loro. *

* (Bossi credo sappia tutto, ma scommette sulla sua Padania come neo-lander tedesco che vivrà ricco e felice nel mezzo di Calcutta. Sbaglia tutto, non ha capito che i tedeschi sono nazisti nel DNA, infatti è la terza volta in 100 anni che tentano di distruggere noi ‘untermenschen’ d’Europa: prima e seconda guerra, e con la loro BCE che non fa il suo lavoro. Bossi, sei scemo, fammi togliere sta soddisfazione, ma voi leghisti… ma proprio coglioni stellari a credergli)

Le soluzioni.

1) La BCE fa il suo lavoro. Per placare il panico dei mercati – dovuto solo al fatto che sanno che il nostro debito pubblico è pagabile in Euro, cioè una moneta che noi non possiamo emettere per cui non possiamo garantire di pagare puntuali i nostri titoli di Stato – la BCE può fare il suo lavoro, che dovrebbe essere di comprare tutti i titoli di Stato di qualsiasi Stato dell’Eurozona in difficoltà, e senza limiti di acquisto. Come è noto, se i titoli di Stato vengono acquistati in massa, il loro valore aumenta e i tassi che il Paese che li ha emessi deve pagare su di essi calano (e per quel Paese è un bene). Ok, in questo momento l’Italia emette titoli di Stato, e lo deve fare per trovare sti maledetti Euro per pagare le sue spese (visto che non lo può emettere). Oggi l’Italia paga interessi su questi titoli a livelli usurai e questo la strangola, e inoltre la sospinge in un circolo vizioso orrendo, dove più paga interessi e più la sfiduciano e più la sfiduciano e più paga interessi, e daccapo. Ok. La BCE compra in massa titoli italiani (ma lo stesso con Grecia, Portogallo e Irlanda) e questo fa calare gli interessi, l’Italia respira. I mercati si tranquillizzano, poiché se la BCE fa questo, loro sanno che in caso di difficoltà sarà la BCE a comprargli i titoli italiani che hanno in tasca, non ci perderanno, e quindi si calmano ancora di più. Se si calmano, toneranno a prestarci i soldi a interessi decenti. Domanda: può la BCE fare questo? Ci dicono che è vietato dai Trattati europei come il Lisbona. Risposta: i trattati sono ambigui su questo, ma alla fine una decisione politica può sbloccare tutto, basta che la prendano. Domanda: la BCE ha i soldi per fare questo? Risposta: la BCE può inventarsi tutti gli Euro del mondo e di quell’altro mondo pure, non ha limiti e può comprare tutti i titoli di questo mondo e di quell’altro, a patto che siano in Euro. Questo fa, per esempio, la FED (banca centrale) americana, che si è inventata 27 trilioni di dollari (avete un’idea di quanti siano?) dal nulla 4 anni fa e ha comprato titoli americani tossici senza fine. Inflazione in USA oggi? Microscopica, nessun problema. Domanda: perché la BCE, allora, non ci salva in questo modo? Risposta: perché è dominata dalla Germania, e se ci salva il progetto neonazi di dominarci come ‘untermenschen’ salta. Sto esagerando i toni? No. Hai le prove? Sì. Theo Weigel, ministro delle finanze tedesco, ha dichiarato di aver voluto l’Euro in questo modo e senza salvaguardie per nessuno. Draghi e gli altri criminali tecnocrati europei, ma anche Prodi e compagnia, sanno tutto e hanno partecipato. Draghi che oggi sta al timone della BCE ha già detto No!, la BCE non salva nessuno. Gradirei che Carla Del Ponte annotasse, per il prossimo processo all’Aja contro questi assassini per crimini contro l’umanità.

Detto questo, va annotato che la soluzione appena accennata sopra non risolve il problema centrale di questa tragedia, cioè l’esistenza dell’Euro non sovrano per alcuno Stato che lo usa. Per cui rimarrebbe inalterata la maledizione dei Tesori dell’Eurozona che devono prendere in prestito ogni singolo Euro che spendono per noi e per altri. Quindi la soluzione sopraccitata è da considerarsi come una soluzione d’emergenza per fermare l’emorragia, una specie di rianimazione, ma non la cura.

2) Creare gli Stati Uniti d’Europa. Questo invece curerebbe il male principale, ma poi ne introduce un altro tale e quale. Per rendere l’Euro sovrano, per far sì che i mercati sappiano che l’Eurozona ha Ability to Pay (vedi sopra), e per far sì che si spezzi la dipendenza dai prestiti dei privati per poter acquisire la nostra moneta, si crea un governo centrale d’Europa con un ministero del Tesoro centrale che lavora con la BCE come fa Washington con la FED. A quel punto ok, l’Euro sarà sovrano di questi Stati Uniti d’Europa e gli Euro saranno creati dal governo centrale senza prenderli in prestito da nessuno. Naturalmente quelli che oggi sono gli Stati come Italia, Olanda, Germania ecc., cioè teoricamente separati e indipendenti, diventeranno Stati federali come la California, il Missouri, la Florida ecc. Qual è il problema? Bè, primo che voglio vedere se ce la facciamo culturalmente dopo secoli a dissolverci in un unico Stato e a obbedire tutti al suo governo a Bruxelles. Ne dubito. Poi, e soprattutto, dato che questa sarebbe proprio la definitiva perdita di qualsiasi sovranità degli Stati membri (ancor più di ora), cosa succede se al governo centrale europeo comandano le elite criminali della finanza come accade oggi con Obama-Sachs negli USA? (Obama è controllato da Wall Street che se lo comprò in campagna elettorale, come dimostrai allora) E c’è da dire che se giudichiamo dal precedente che abbiamo, cioè il nostro governo europeo ‘di fatto’ che è la Commissione di Bruxelles, interamente in mano alle lobby finanziarie come ERT, BE, Lotis, TABD ecc., non c’è da stare tranquilli. Sarebbe una catastrofe, perché come ho sempre detto avere una moneta sovrana è indispensabile, ma se poi il governo non la spende a deficit per tutelare noi persone (modello MMT), siamo punto daccapo. C’è da scommettere con certezza che un governo degli Stati Uniti d’Europa oggi farebbe esattamente quello che fanno, o fecero, a Washington, cioè: spendere a deficit solo per salvare il c…  alle banche, ma non un centesimo per la gente; oppure seguire l’isteria contro il deficit e tassare i cittadini più di quanto spendono per loro per pareggiare i bilanci (modello Clinton), cioè disastro di impoverimento generale. No, questa opzione 2) non mi convince.

3) Abbandonare l’Eurozona, tornare alla Lira sovrana. Ok, l’Italia dice “Ciao a tutti me ne vado, e l’ultimo che esce da sta stanza mefitica spenga la luce”. Significa rompere drammaticamente con gli obblighi italiani ratificati col Trattato di Lisbona e altri. Significa fare un default in Euro. Senza dubbio questo è drammatico. Avete presente l’Argentina del default? Ecco. Però un attimo, continuo. Di sicuro questo comporterebbe il collasso istantaneo della capacità dell’Italia di ottenere prestiti in Euro, comporta il fatto che il nostro debito viene convertito in nuove Lire, che proprio a causa del terremoto default varranno molto poco, per cui il debito in termini di numeri si gonfierà come un pallone. Poi la Germania di certo tenterà di scatenarci addosso ricatti commerciali, con ritiro d’investimenti da parte di molti ecc. Di certo sarà durissima rinegoziare tanti crediti privati dicendogli pari pari “Sorry, non ce n’è più, o accettate la metà, un  terzo, di quello che vi dobbiamo, o ciccia”. Le  banche italiane dovranno subire terremoti, di sicuro, e si trascineranno dietro quelle europee. Noi italiani dovremmo prepararci per un periodo di vacche molto, molto magre. Ma poi… Indovinate cosa?

Bè, sentite, i mercati non sono scemi né ideologici, e sono a-morali, nel senso che chiunque tu sia o qualsiasi cosa tu abbia fatto, se gli fai far soldi ti amano. Ok, i mercati capiranno nel giro di molto poco che l’Italia ha ora la sua moneta sovrana, e che quindi ha recuperato la fondamentale Ability to Pay, cioè possiamo garantire di pagare puntuali i nostri titoli di Stato senza problemi. Il debito gonfiato come un pallone non conta più se noi possiamo sempre onorarlo. Poi i creditori alla fine diranno: “Ok, meglio incassare qualcosa piuttosto che nulla”, è già successo molte volte ed è in fondo la regola del Libero Mercato, rischi e magari perdi tutto, pace. Ma gli stessi creditori sanno che in futuro, con la nostra recuperata moneta sovrana, questo rischio non ci sarà più, e possono recuperare investendo nelle nuove Lire che saranno di certo onorate. Quindi i tassi sulle nuove emissioni di titoli italiani cominceranno a scendere, e scendere e scendere, non immaginate quanto. Poi: i mercati sanno anche che questo Bel Paese che ha recuperato la sua Ability to Pay ha anche una ricchezza invidiabile, è moderno, ha aziende brillanti, ha banche meno decotte di tutte le altre europee, ha un risparmio privato immenso, sa produrre a livelli tedeschi se vuole. Interessante. Poi il nuovo governo italiano della nuova Lira può applicare, spendendo a deficit la sua moneta emessa dal nulla, il piano di Piena Occupazione della Modern Money Theory School of  Economics (MMT), che porta al lavoro tutti i disoccupati, e questo aumenta la nostra produttività. Sempre spendendo a deficit, lo Stato delle nuove Lire può offrire pieno Stato Sociale, può fare investimenti in infrastruttura e modernizzazione, e questo sarà denaro che ritorna nelle riserve delle banche bastonate, che si rizzeranno. Le due cose appena dette aumentano la nostra attrattiva per gli investitori, che pensano “Umm, interessante questo ricco Paese rinnovato, investiamo, e compriamo titoli, questa volta può pagare puntuale”. Risultato: quello che è successo in Argentina dopo il catastrofico default. Hanno recuperato moneta sovrana, hanno mandato affanc… gli USA e il Fondo Monetario Internazionale, hanno applicato la MMT all’occupazione nazionale e all’economia, e sono schizzati in 3 anni da un livello africano a uno dei Paesi più in crescita del mondo. Ed erano l’Argentina, con tutto il rispetto. Immaginate noi.

p.s. Mi hanno scritto pregandomi di non aggredire verbalmente i miei lettori ‘inutili’, perché vanno più delicatamente aiutati a prendere il coraggio di mollare il pc per imparare ad agire. Ok, basta parole dure per voi. Mi armo della vanga di mio zio che ha fatto la linea Gotica e vi prendo a badilate in faccia, senza dire una parola, promesso. Piantatela di scrivermi, almeno.

Discussione

5 pensieri su “Paolo Rossi Barnard – Ultima ora 11: (2011-11-11)

  1. “Risvegliare dal torpore migliaia di persone”? E quante si sono “svegliate”, che tu sappia, con i tuoi sforzi? [NB: “svegliate” virgolettato, perché a mio parere perlopiù le persone non sono addormentate o ingenue, sono semplicemente menefreghiste e egoiste, oltre che ignoranti, e anche infinitamente stupide, perché non sanno neanche essere egoiste DAVVERO: si fanno manipolare lasciandosi convincere che farsi i cavoletti propri nell’immediato a dispetto di qualsiasi legge o etica sia conveniente per loro, mentre così non fanno che sostenere il sistema che li schiaccia]. Personalmente, posso dire che nonostante continui anche io a provarci da anni, non vedo proprio NESSUN progresso, anzi! Al massimo ci si incontra tra affini [quindi già impegnati], ma NESSUNO cambia mai andazzo. Prova a farlo per tutta una vita, e vedrai che anche tu la penserai come lui, perché dice niente altro che la verità. Non si riferisce mica alle manifestazioni, ma a tutto uno stile di vita, fatto di onestà, etica, battaglie e sforzi di tutti i giorni, in tutti i modi possibili, e come dici tu, inevitabilmente a scapito della qualità della propria vita. Quindi personalmente capisco benissimo cosa intenda, lo penso anche io, eppure come lui ancora ci provo, ma come lui sono demotivata e incazzata. Se, come dici tu, c’è una bella fetta di persone consapevoli e attive, sfido chiunque a spiegarmi perché oggi c’è un silenzio [anzi, consenso! addirittura da un bel po’ i media hanno interrotto il tam tam mediatico sulla cronaca nera, per argomentare in mille modi ridicoli l’utilità degli *sforzi necessari* per il paese, e la gente è d’accordo con sta cantilena!] totale dell’opinione pubblica di fronte a quel che sta accadendo. A me i sedicenti attivisti sembrano tutti pronti a festeggiare una caduta di un pirla qualsiasi, come se ci fosse qualcosa da festeggiare per ‘sta stronzata, che non cambierà proprio nulla nel quadro d’insieme :-s
    Non è torpore, è malafede, fattene una ragione😉 Oh, non che questa consapevolezza migliori o cambi nulla, ma almeno, se proprio devi farti il sangue amaro, non farlo per i legittimi sfoghi di uno come te [tra l’altro, ci sono milioni di altri validi motivi per roderci il fegato, e tuttavia sarebbe bene anche per la causa vivere a lungo, per cui semmai sforziamoci di non regalare via anche la nostra salute, eccheccàtz!]
    Cià🙂

    Pubblicato da Sara | 11 novembre 2011, 19:46
    • Ti faccio l’esempio che normalmente faccio a chi mi dice che comunque è tutto inutile. Io scommetto che se ti trovi in un angolo e un energumento ti picchia, anche se sei consapevole che non servirà a nulla, un pugno glielo tiri. Ebbene, tutti i giorni discuto, parlo con la gente che frequento. E’ dura…mi pare di parlare con dei veri e propri zombi. Ma c’è il progresso. Mesi fa parlavo arabo…tutti mi guardavano sorridendo, girando l’indice sulla tempia (“Questo è pazzo…”). Ora alcuni di loro se ne escono con cose che dicevo mesi fa come se fosse farina del loro sacco, una loro scoperta…E IO CHE CAZZO DICEVO??? Non importa…l’importante è che abbiano realmente iniziato un percorso di apertura mentale…ma ci vuole molto tempo…

      Pubblicato da robertogoldin | 11 novembre 2011, 20:14
  2. ‘Spetta, non ho detto che è tutto inutile, in primis perché è quello che ti senti di fare, lo senti come tuo dovere, lo faccio anche io, lo fa anche PRB, va fatto, e non ci piove; secondariamente perché sì, c’è chi magari è motivato e onesto, ma carente di alcune informazioni che tu hai [e magari viceversa], quindi in quel senso è utile, ma non hai per niente cambiato il suo atteggiamento, hai solo condiviso delle informazioni [che non è poco, ma neanche abbastanza per cambiare le cose]. Prendo atto di quel che mi dici, fermo restando che invece nella mia esperienza, ti ripeto, a parte qualche scambio di notizie utili tra affini, io non ho visto proprio cambiamenti. Sarai più bravo tu, che ti devo dire? Sempre che, dichiarazioni di opinioni a parte, la gente di cui parli poi agisca di conseguenza anche nella vita di tutti i giorni, e non usi i dibattiti come è di moda oggi, solo come ennesima gara a chi c’ha più ragione, ma senza conseguente applicazione pratica: il prevalere verbalmente su altri come affermazione sociale, senza nessuna reale attenzione per il merito della questione, ridotto a mero mezzo per ottenere uno status symbol virtuale. Inoltre, come tu stesso dici, se spacciano qualcosa che tu avevi ben spiegato come farina dle loro sacco, o sono in malafede [il che non depone a loro favore], oppure in qualche modo sono stati inconsciamente condizionati: voglio dire, il vero progresso è quando ti dicono, coscientemente e onestamente: oh, c’ho pensato, c’avevi ragione tu! Da parte mia, mi accorgo che gratta gratta, provocando e insistendo, ottengo dalle persone che sembrano *stordite* delle ammissioni di complicità eclatanti, quindi, giungo alle mie conclusioni. Per mia esperienza al primo impatto sembrano tutti delle povere vittime a parole; poi, sui fatti, accusati, si spacciano addirittura per rivoluzionari che fanno una sorta di battaglia infrangendo la legge o prendendo scorciatoie contro ogni etica in nome di chissà che distorto ideale, ma basta provocare un po’, punzecchiare come si deve, e viene fuori la verità, hanno ambizioni di potere e ricchezza al pari dei loro aguzzini: li odiano solo perché ne invidiano la posizione, nulla a che vedere con la giustizia sociale o l’etica. Potrei portarti l’esempio di quando anni fa [in occasione delle censure e i ban sul forum di report, a proposito della censura legale], con lo stesso PRB ci ritrovammo in un forum creato per l’occasione, e i presunti rivoluzionari si comportarono esattamente come il sistema. Esempi? PRB aveva scritto fiumi e fiumi di post per spiegare come fosse auspicabile un tipo di società in cui tutti fossero allo stesso livello, e invece si scatenò un dibattito su chi dovesse essere il leader tra noi, e una vera e propria lotta per la leadership! Una tipa a cui fu assegnato il compito di gestire tecnicamente il forum cancellò arbitrariamente dei post per motivi personali [alla faccia del conflitto di interesse nei media!]. Gente che prendeva impegni ma poi spariva improvvisamente. E così via.
    Inutile dire che spero di sbagliarmi, spero tu abbia ragione, ma il tempo passa, e nulla cambia, anzi, le cose peggiorano. Se vogliamo usare la metafora dell’energumeno che picchia, guarda che la stragrande maggioranza della gente si fa picchiare volentieri se l’energumeno la paga bene, e all’occasione, impiega semmai le energie e i soldi ricevuti per scaricare le frustrazion picchiando altri, perché sotto sotto nutre fascino e ammirazione per il potere che l’energumeno aveva su di lei, e conosce quell’unica forma di *riscatto*.
    E’ triste da dire, ma i più non aspirano all’uguaglianza, perché vogliono sopraffare, prevaricare, e sosterranno sempre chi propone e pratica una società in cui questo sia non solo possibile, ma anche considerato una qualità. Non importa se poi resteranno sempre sottomessi, è sufficiente loro l’ipotetica possibilità di poter sopraffare un giorno [ecco perché i sistemi di tipo socialista vengono sempre inspiegabilmente criticati ferocemente proprio dai poveracci, con l’argomento “eh, ma non esiste la proprietà privata!”]..

    Pubblicato da Sara | 11 novembre 2011, 21:11
  3. Mah…non credo d’essere ne più ne meno bravo di tutti gli altri. Forse la soddisfazione o insoddisfazione del risultato dipende proprio dalle aspettative personali.
    E’ quello che dico a PRB. Non tutta la gente è uguale, non tutte le comunità agiscono e reagiscono in modi e tempi uguali. L’ambiente universitario è una cosa, l’ambiente giornalistico un’altra. L’ambiente lavorativo al proprio interno ha infinite realtà diverse: la percezione che un operaio di una fonderia ha delle difficoltà della vita, delle insicurezze, non è la stessa di chi ha un ruolo di responsabilità gestionale all’interno di un’azienda di telecomunicazioni.
    Potrei dilungarmi poi su quanto ho appreso da Walter Lippmann, sulla difficoltà dell’individuo nell’essere realmente cosciente: siamo tutti vittime della propaganda, dell’incapacità di liberarci dagli stereotipi.
    Con queste premesse (a dir la verità stringate, l’analisi è molto ma molto più profonda), lo sconforto mi assale subito. Come posso convincere una persona che tutte le solide certezze di cui è convinto poggiano su fondamenta fragili?
    E’ questo il lavoro che svolgo, che ho deciso di intraprendere. Non mi interessa convincere Tizio o Caio di appoggiare il tal partito o movimento. O che siamo schiavi delle banche, del gruppo Bilderberg, della Trilateral Commission. Non mi capirebbe. Perchè io sono arrivato ad un certo punto di un cammino che mi ha trasformato. Sono diverso da chi mi ascolta e parlo un’altra lingua.
    Ho però l’opportunità di mettere l’individuo di fronte alle sua incrollabili certezze, di verificare le fondamenta, di cosa sono fatte. Sei cattolico? Perchè? Perchè sei nato in Italia, perchè i tuoi genitori sono cattolici, perchè la maggioranza degli individui della comunità a cui appartieni è cattolica? Tutto qua? Leggi Feuerbach una volta e poi ne discutiamo…
    Non riuscirò, questo lo sapevo anche prima, a cambiare le persone negli atteggiamenti, nelle scelte. Otterrò proprio ciò che dici tu: un progressivo risveglio cerebrale. Di alcuni. Basta.
    Sono d’accordo con te su quanto riguarda la disonestà, l’egoismo.
    Alla fine, ciò che porta la gente a riempire le piazze non è la necessità di giustizia sociale, ma la necessità di rivendicare le proprie posizioni. Ed è un fatto egoistico, di parte.
    Ti ringrazio per la discussione. Vorrei avere molte più occasioni come queste con molta altra gente. Speriamo.
    Ciao.

    Pubblicato da robertogoldin | 12 novembre 2011, 10:12
  4. Bè, se pretendi di scuotere le persone mettendo in discussione dei dogmi esplicitamente dichiarati e accettati come tali, addirittura suggerendo di andare a leggere qualcosa che li demolisce, le tue aspettative sono enormi!😉
    Ma, a parte l’esempio, ho capito benissimo ciò che intendi, è quello di cui parlavo sopra, non si tratta di questo o quell’argomento, si tratta di usare un argomento qualsiasi per mostrare in modo pratico alle persone che tutto deve essere rimesso in discussione, usando la propria testa, che è la partenza: questo ti porterà a indagare, capire DAVVERO. L’approccio critico che ormai è pressoché scomparso. Certo, complice una campagna di diseducazione di mezzo secolo, intensa e propinata in molteplici modi, che ha portato ad avere oggi delle nuove generazioni incapaci persino di concentrarsi su poche righe, persino se si tratta di intrattenimento; ma se è un fenomeno così trasversale, e ci sono non poche eccezioni, evidentemente a mio parere non è poi così inconscio e inevitabile il processo, bisogna anche volerlo. Pertanto, immagino che la differenza tra te e me sia che tu pensi che la gente possa vederla come un’occasione, invece io penso che la gente non voglia proprio mettersi a pensare, troppa fatica, troppi problemi che ne derivano, troppo “tempo perso” [parole loro eh!]; inoltre, la gente non sopporta di essere messa in discussione, ti vedrà sempre come un nemico, ti chiamerà arrogante [mentre. al contrario, non c’è nulla di più arrogante che restare rigidamente sulle proprie posizioni senza saperle articolare, e non voler ascoltare l’altro! è esattamente quello che motiva gli attacchi di PRB ai lettori], ti liquiderà come cervellotico, e poiché è il suo stile di vita, penserà che vuoi vendergli qualcosa. E’ la storia della mia vita, e di tentativi e metodi ne ho sperimentati, eh! Nulla, la gente ama essere guidata al guinzaglio [oh, come altro spiegheresti il successo dei villaggi turistici? la gente non vuole neanche gestire il proprio svago, ama pagare altri per decidere come e quando deve divertirsi!], vuole proprio non occuparsi di quello che erroneamente vede come non pertinente al suo piccolo mondo, e addirittura arriva a stimare il suo padrone, ad essergli grata. Sì, poi ci si aggiunge tutto un lavoro di manipolazione mediatica e sociale degli ultimi decenni, che addirittura nobilita e premia l’ignoranza [anche distorcendo e snaturando il significato delle parole: sei “naif”], l’egoismo [sei “individualista”], l’incompetenza [hai “talento”], il servilismo [sei “leale”], la disonestà [sei “furbo” e “spregiudicato”], e così via, ma il punto di partenza è tutto della gente, la grettezza su cui la manipolazione può far leva. Io non credo che in altri paesi, dove la situazione può magari essere un po’ migliore, la differenza sia nella cultura o nell’indole delle persone: purtroppo sono arrivata alla conclusione che solo la rigidità della legge possa cambiare le cose😦
    Oh, non intendo appoggiare dei sistemi autoritari [fermo restando che talvolta possano essere più democratici di quelli come il nostro], ma penso che quei paesi che sono riusciti raggiungere una legislazione decente [nel senso di socialmente giusta], e poi però l’hanno fatta rispettare a lungo, senza tentennamenti o lassismi [non come noi che abbiamo una costituzione molto più che decente, ma poi la consideriamo carta straccia], si trovino avvantaggiati quanto a coscienza sociale, impegno civile, ecc. [dico *decente*, perché ovviamente sottintendendo sempre che quella legge non possa essere davvero giusta, perché deve necessariamente essere di gradimento delle corporazioni, eh, altrimenti ti schiacceranno come uno scarafaggio, e il mondo intero griderà all’unisono che sei uno scarafaggio e pertanto è giusto schiacciarti, te e la tua gente, il che è un danno collaterale che gli spiace molto, ma oh, necessario per il tuo bene].
    Grazie a te per il confronto, hai ragione, speriamo🙂
    Buon fine settimana!

    Pubblicato da Sara | 12 novembre 2011, 12:28

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