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Geopolitica

Tecnica moderna del colpo di stato, l’esempio libico.

Tecnica moderna del colpo di stato, l’esempio libico.

Pubblicato da  su 15 dicembre 2011

di Kaspar Hauser

Dobbiamo alla figura dell’illuminato Presidente Francese un nuovo contributo al progresso dell’umanità: il sovvertimento del governo di uno stato sovrano molto dotato di petrolio che da decenni sfuggiva al diretto dominio occidentale. La tecnica è semplice: ci si accorda in un albergo (in questo caso francese) con i rappresentanti di una tribù (in questo caso della Cirenaica) storicamente avversa alla tribù dominante (in questo caso quella del leader libico Gheddafi).
Un’operazione simile accadde nel 1969, in Italia, in un hotel di Abano Terme, protagonisti i Servizi segreti italiani e un giovane ambizioso colonnello libico, Muammar Gheddafi. La tecnica era molto più elementare, si trattava di finanziare e sostenere la semplice deposizione di un anziano Re, senza bombardamenti e massacri di alcun tipo.Si riforniscono dunque i membri della tribù di denaro e armi leggere, consegnate poi segretamente, per consentire loro di attaccare di sorpresa le forze lealiste e conquistare il controllo della propria regione.
Si osservano le prime fasi del piano e si mobilitano nel contempo parte dell’intellighentia e i principali media, su temi di facile presa verso la fragile e manipolabile opinione pubblica occidentale, come la rivolta delle masse (arabe, in questo caso), la libertà e la democrazia (utile anche per paesi che ne ignorano persino il concetto).

Nel momento in cui la reazione governativa si dispiega effettivamente, e inizia a respingere e rintuzzare l’offensiva, ecco il colpo di teatro à la francaise e si grida:quali orribili violazioni dei diritti umani, che governo tirannico, il nostro animo sensibile non sopporta tali mostruosità!

Previo accordo con le altre potenze occidentali vincitrici, i compari inglesi e i tentennanti ma sempre muscolosi americani, si compera all’Onu l’astensione Russa(con adeguate contropartite percentuali sul petrolio della nazione da invadere) e si chiede una no-fly zone sul Paese a fini umanitari, in realtà per bloccare e distruggere le forze governative e ammazzare fisicamente il leader ostile (portando a termine in questo caso un lavoro iniziato nel 1980, quando, secondo l’ex Presidente Cossiga, ifrancesi abbatterono il Dc 9 di Ustica nel tentativo di eliminare Gheddafi).

Si inizia così, violando da subito il mandato ONU, a martellare per mesi senza pietà le forze governative (costituite da esseri umani, non da polli di allevamento) e colpendo naturalmente anche i civili. Nel frattempo, figure importanti dei servizi segreti vengono inviate sul posto, da dove riferiscono subito che l’insurrezione non è “né spontanea né democratica” (cfr. Alberto Negri, Il Sole 24 Ore), è inquinata da una robusta fazione Qaedista e integralista, è usa, umanitariamente, a non fare prigionieri, e si accanisce in modo razzista con gli immigrati di colore, cacciandoli o eliminandoli direttamente con l’accusa di collaborazionismo.

Nella coalizione, obtorto collo e dietro esplicita pressione americana (come rivelato dallo stesso Presidente del Consiglio), viene cooptato anche il Paese legato da un trattato di amicizia con la nazione attaccata, ovvero l’Italia, che, pur perdendo la propria posizione di favore e privilegio con il Paese amico, rischierebbe altrimenti direstare fuori dal gioco petrolifero.

A questo punto, segue una guerra di diversi mesi, con migliaia di morti e la parziale distruzione di interi centri abitati (tanto poi partirà anche il business della ricostruzione). Le scalcagnate milizie tribali e qaediste, pur disponendo di buona volontà, e di ottimo zelo nel massacrare i prigionieri, non avanzerebbero di un metrosenza i continui raid aerei della Nato, che permettono intanto di svuotare un pò gli arsenali militari, seguendo il buon esempio americano di una guerra a fini umanitari ogni paio d’anni, anche per tutelare le maestranze dei fabbricanti d’armi, che godono di ottima copertura sindacale e lobbistica a Washington.

L’impresa, nonostante i mesi di guerra e di morte, alla fine riesce: le disperse bande rivoltose, spesso ostili anche fra loro, prendono il sopravvento, e, con un ultimo guizzo umanitario, i caccia francesi riescono con successo a colpire il leader ostile, bombardandone il convoglio (palese crimine di guerra), e lasciando poi ai bravacci locali il compito di completare l’opera, sempre umanitaria, torturando e linciando per ben tre ore il deposto leader, sino ad ammazzarlo come un cane con un colpo alla tempia (i video del massacro potrebbero essere adottati dalle scuole francesi ed europee con il titolo: come finiscono gli avversari dell’occidente).

Ora, se si dimenticano le migliaia di morti e la parziale distruzione di un Paese, si ottiene :
1 – Un governo integralista basato sulla Sharia, molto più oscurantista e intollerante del precedente, che permetteva libertà di culto.
2 – Una redistribuzione delle quote petrolifere a vantaggio delle Potenze vincitrici della Seconda Guerra mondiale, con parziale e forse sostanziale danno per altri paesi, come l’Italia.
3- La creazione di un precedente utilissimo: in futuro, in presenza di un governo ostile, basterà armare alla bell’e meglio un pugno di rivoltosi o golpisti e lanciarli contro il governo legittimo. La normale reazione governativa sarà subito bollata come violazione dei diritti umani, scatenando una Risoluzione Onu e immediati bombardamenti, capaci di rimuovere umanitariamente il governo ostile.

Non resta che augurare ai Paesi del terzo mondo che non godano di un governo già asservito agli interessi occidentali, almeno di non possedere petrolio.

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