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La versione (Kantiana) di Bersani.

La versione (Kantiana) di Bersani.

di Roberto Goldin – 12 dicembre 2012

Non leggo quasi mai i quotidiani. Pur sostenendoli involontariamente con le tasse.

Oggi non sono in ufficio, mi perdo in varie cose.

Linko il sito dell’Unità: voglio capire come valuta la posizione di Bersani.

http://www.unita.it/italia/bersani-monti-non-temo-la-concorrenza-1.473514

Oh, bene: Bersani non è preoccupato dall’eventuale candidatura di Mario Monti. Ha altre priorità. Ovvero, ad esempio, quella di spingersi sempre più a destra, aumentandone sempre di più la densità e il peso.

Stiamo assistendo ad un fenomeno cosmico: si sta creando il vuoto nello spazio a causa di questo buco nero supermassiccio [definizione] che è la destra. Ingurgita tutto. Partiti di varie democrazie popolari e cattoliche, sinistre a cui l’elettore ora riappropria il corretto etimo: da sinus seno, cioè che si nasconde sotto le pieghe della veste, come appunto nella toga romana la mano sinistra. Lontane roccaforti comuniste forse non ne subiranno l’attrazione, sventolando la bandiera rossa come quelle americane nei pianeti esplorati più lontani: l’uomo ha osato ed è arrivato sin qui.

Pascal Lamy

Pascal Lamy

Questa visione apocalittica da science fiction cinematografica coincide con varie date di pluriannunciati armagheddon e trova il suo colle, il suo Har di Har Megiddo, a Roma dove verrà svolto un conclave tra leader progressisti planetari, con l’autorevole partecipazione del direttore generale del Wto Pascal Lamy, presidente onorario del think-tank “Notre Europe” creata da Jacques Delors collaboratore e sostenitore di uno dei padri del nostro disastro, François Mitterrand.

Così, per rimanere in ambito cine-apocalittico, come fa Keanu Reeves in Constantine per dimostrare di poter entrare nell’esclusivo club dell’aldilà, anche Bersani ha la sua parola d’ordine “il centrosinistra «è la forza più europeista che ci sia in Italia»”. Ma non la sussurra, la urla quasi implorando l’attenzione.

Zygmunt Baumann, in L’Europa è un’avventura, dice che il mondo hobbessiano di nazioni europee forti ed arroganti nel mondo ha lasciato il posto a quello Kantiano di una Europa della pace, ma lo dice in questo modo:

[…]la realtà di un mondo Hobbessiano è un premio gradito – e la prima scelta – soltanto pe chi può permetterselo, per chi ha forza e vigore, mentre il sogno di una pace perpetua kantiana è la consolazione del debole o l’alibi di chi è stanco e sconfitto.

Non è un’incitazione al ritorno della competizione nazionale nel territorio anarchico sovranazionale. E’ una constatazione. La constatazione di un’Europa, frontiera della civiltà occidentale in netto declino, che si richiude in se stessa, accettandone e imponendo i peggiori compromessi.

RG

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