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Cronaca

Basta unire i punti.

Ho già più volte espresso una mia personale convinzione, non a fronte di un’illuminazione – percezione – rivelazione, ma a seguito della semplice unione di “punti” nel quadrante della storia contemporanea. Ciò che ci appare come caos non è il frutto dell’incontrollabile corso degli eventi ma un sapiente e predeterminato percorso a tappe. La storia ha preso una direzione, precisa.

  • Uno di quei “punti”, a titolo d’esempio, è la guerra in Ucraina: avete visto l’intervista a Soros alla CNN dove egli ammette candidamente d’aver finanziato i movimenti separatisti.
  • L’inazione verso i crimini sionisti è l’agire passivo, è uno di quei “punti”.
  • La dimenticata ma recente guerra libica, che si riaffaccia nuovamente oggi, ha tolto di mezzo Muhammad Gheddafi, l’elemento chiave per la geopolitica nordafricana e per il riaffacciarsi dell’asse politico-economico Libia-Italia-Russia (Vi ricordate il caso Mattei?).

E via dicendo.
Come sostengo, la fretta esasperata di costruire un blocco continentale europeo compatto, privo dei meccanismi lenti e imprevedibili tipici delle democrazie ma autoritario, ha un senso, e tale senso si svolge nello stesso flusso storico contemporaneo di cui parlavo prima.
Il titolo della maratona RAI “Le guerre alle porte dell’Europa” è quanto mai esplicativo e rafforza la tesi di questa direzione storica.

RAINEWS24: LE GUERRE ALLE PORTE, UNA GIORNATA DEDICATA ALL'INFORMAZIONE

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Il media che ad oggi ancora connette la maggior parte degli europei è la televisione, lo strumento che ha creato progressivamente opinioni di massa, che ha distrutto l’informazione e la capacità di analisi individuale. Una volta si usavano le pellicole.

 

Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale. Il futuro geopolitico del pianeta

Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale. Il futuro geopolitico del pianeta

Inizia la propaganda mediatica; necessaria per invertire l’implosione europea a cui faceva riferimento Huntington: l’implosione culturale, demografica, politica. Tale inversione prevede la rinascita di un nuovo spirito comunitario, la riscoperta di una forte coesione identitaria europea comune. E “IL” sistema più antico, collaudato ed efficiente è proprio quello della necessità di fare gruppo e difendersi dalle minacce esterne.
Ecco le minacce. Ecco il demonio. Costruito.
Nei prossimi mesi proseguirà il processo di ricompattamento dell’occidente, di cui il più recente è il TTIP e a complemento la compromissione dei rapporti con il versante euroasiatico.

Si inaspriranno progressivamente i rapporti diplomatici tra il blocco del nord Atlantico e la Russia.La percezione del pericolo imminente si propagherà e si solidificherà soprattutto quando gli USA incrementeranno in modo cinematografico la presenza militare in Europa;

Le disumane provocazioni sioniste presto o tardi travalicheranno la pazienza del principale nemico occidentale, l’Iran. Guardate, non è necessario che l’Iran reagisca con azioni militari, basta che si pronunci diplomaticamente contro i crimini sionisti ed otterrà istantaneamente ritorsioni economiche, embarghi e (se è successo oggi in Ucraina e se è già successo nel ’53 nello stesso Iran) destabilizzazioni politiche interne, che a loro volta produrranno l’inasprimento del regime autoritario in Iran.

Nel quadrante storico ci sono già dei “punti”, dei fatti, che ancora non abbiamo collegato. Ma ciò che chiamiamo “storia” e che nella nostra penosa cultura scolastica coincide con “passato”, è in realtà un tracciato di eventi di cui noi siamo parte integrante. Con l’azione o con l’inazione, con l’interesse o con il disinteresse.

 

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